01 Ottobre 2022

LogiFire, la gamma professionale antincendio di Comelit al servizio della sicurezza dell’ospedale San Giovanni di Dio: una sfida vinta.

Ben 13 mila metri di cavo, 1.800 dispositivi installati, 12 loop, 2 centrali: sono questi i “numeri” dell’impianto antincendio realizzato nell’ospedale San Giovanni di Dio a Fondi (Latina) e firmato Comelit.

Si è trattato di una vera e propria sfida per l’installatore, Giovanni Abballe della General Works s.r.l., e per Renato Colucci, tecnico commerciale Comelit che ha seguito l’intero progetto, dai primi sopralluoghi fino alla conclusione dell’impianto, ma la sinergia creata fra le parti ha un’altra volta contribuito al successo. L’intervento è stato realizzato in piena emergenza Covid nei 7 piani del nosocomio laziale che non ha mai interrotto l’attività ed ha proseguito, pur con tutti i limiti previsti dalle normative anti-Covid, ad erogare prestazioni di cura ed assistenza ai cittadini di Fondi e non solo.

E’ la prima volta che lavoro con Comelit – segnala Giovanni Abballe, titolare della General Works s.r.l. – Sono colpito dalla professionalità, dalla disponibilità e dalla competenza che ho trovato”. La General Work, attiva del 2012, si occupa di installazione di impianti esclusivamente per committenti pubblici. Affidabilità, efficienza, rigore e puntualità sono alcuni dei parametri su cui il suo operato viene giudicato e per questa ragione ha necessità di partner che condividano gli stessi valori e che siano collaborativi, propositivi ed efficaci nella risoluzione di eventuali problemi.

Per la realizzazione di questo impianto antincendio ho contattato tre diversi fornitori di materiali ed ho chiesto di svolgere un sopralluogo congiunto per verificare insieme la corrispondenza delle planimetrie e individuare eventuali difficoltà. Sapevo che non sarebbe stato semplice: eravamo in piena emergenza e per di più avremmo dovuto lavorare all’interno di un ospedale perfettamente funzionante – ricorda Abballe – Ma Renato Colucci non ha sollevato alcuna difficoltà e siamo riusciti, con le cautele del caso, a compiere le verifiche sul posto”.

Il sopralluogo è stato determinante – conferma Colucci – Gli ospedali sono giustamente considerati ambienti a rischio elevato per gli incendi; quindi, è necessario valutare in loco ogni aspetto ed ogni criticità. Nonostante la complessità del progetto e la difficoltà strutturale riscontrata sul posto, siamo riusciti a realizzare un impianto altamente performante in tutti i suoi aspetti, grazie alle caratteristiche tecniche dei nostri prodotti. Per Comelit, garantire la massima sicurezza è un valore”.

Grazie alla collaborazione tra l’installatore e Comelit è stato possibile installare e collegare con 12 loop oltre 1800 dispositivi quali rivelatori fumo, segnalatori acustici, pulsanti, alimentatori, attuatori di controllo e supervisione e due centrali della gamma LogiFire. Si tratta di una gamma che unisce semplicità di utilizzo ad un’interfaccia di grande usabilità e funzioni articolate e complesse. I dispositivi connessi – segnalatori e rilevatori in particolare – hanno un design minimalista e sono progettati per ottimizzare le loro funzioni e diminuire il rischio di interferenze e falsi allarmi.

In questi casi la difficoltà maggiore è individuare la corretta installazione dei cavi – spiega Abballe – Non è semplice capire “da dove farli passare”. In ospedale abbiamo stabilito che fosse più funzionale realizzare un cablaggio all’esterno in un’apposita canalina che è stata successivamente sigillata: un’intuizione che ci ha permesso di risparmiare centinaia di metri di cavo, ma soprattutto di ottimizzare i tempi. Così abbiamo posizionato un cablaggio di 13 mila metri in tempi ragionevoli”.

La realizzazione dell’impianto ha richiesto l’intervento di quattro operatori ed oltre tre mesi di lavoro: “Dovevamo lavorare quando i reparti erano accessibili e fare tutto presto e bene. Qualche volta è stato necessario lavorare di notte, perché era l’unico intervallo di tempo che le attività dell’ospedale ci concedevano. – dice Abballe che commenta con orgoglio – Questa organizzazione ci ha permesso di concludere l’intervento in anticipo”.

Comelit in Lazio ha già avuto modo di interfacciarsi con la committenza pubblica per la realizzazione di altri impianti, quali ad esempio l’Università di Tor Vergata ed una caserma dei vigili del fuoco. Anche in questa esperienza con l’ospedale, com’è nel suo stile, Comelit è stata davvero “With you. Aways.”: ha seguito l’installatore in ogni fase, dal pre al post vendita: “ La complessità è molta, le normative sono stringenti e a queste si sommano le procedure dei piani di evacuazione della struttura  – spiega Colucci – Inoltre ci siamo occupati con Pasquale Viscusi, del nostro centro assistenza, delle diverse fasi di messa in servizio impianto, dalla programmazione alla formazione di operatori e installatore”.

Un lavoro di squadra che ha sorpreso positivamente anche il committente, la Regione Lazio, e che lascia ben sperare per i prossimi interventi.