22 Ottobre 2021

The Clement Canopy, il prestigioso complesso di Singapore sceglie Comelit

È un sistema evoluto, quello che caratterizza il complesso residenziale del Far East, basato su un’infrastruttura che, grazie a un’applicazione specifica installata su smartphone, collega i 14 posti digitali esterni e le rispettive tastiere ad alta tecnologia ai 505 appartamenti della struttura. Si chiama The Clement Canopy ed è un recente intervento residenziale cittadino di assoluto prestigio a Singapore, sia per il developer che l’ha promosso – UOL Group, proprietario di una delle più grandi banche del Sud Est Asiatico, la UOB -, sia per le sue innovative caratteristiche, concretizzate dal costruttore Dragages. Progettato dallo studio ADDP Architects e ubicato nel Distretto 5 della città, il cuore della metropoli, il complesso ospita 505 appartamenti di lusso all’interno di due imponenti torri di 40 piani, alte 140 metri e realizzate in moduli di cemento prefabbricato, riducendo al minimo il numero di lavoratori in cantiere e il tempo di assemblaggio. Interamente circondata da acqua e vegetazione, la struttura – vincitrice di tre Awards nel 2019, tra cui il premio come Miglior progetto architettonico di condominio privato – accoglie numerosi servizi comuni e strutture per il divertimento dei suoi residenti, quali una palestra, tre piscine, campi da tennis, spazi benessere, un parco giochi per bambini e una club house.

Come impianto di videocitofonia, è stato qui scelto di installare un sistema videocitofonico ViP (la tecnologia IP-based di Comelit) composto da 14 posti esterni digitali e 505 licenze per smartphone app, che fungono da videocitofono degli appartamenti. La peculiarità di questo impianto, infatti, che sta rappresentando un trend a Singapore, è proprio l’assenza del videocitofono fisico all’interno degli appartamenti e l’utilizzo delle funzioni videocitofoniche solo sugli smartphone degli utenti condominiali, grazie alla Comelit App. Per ogni appartamento, in particolare, è garantito l’utilizzo di Comelit App fino a un massimo di 15 utenti, che ricevono simultaneamente la chiamata videocitofonica sul proprio smartphone in qualsiasi luogo essi siano, anche fuori casa, ovviamente in condizioni di copertura dati: il primo utente che risponde è in grado di comunicare con il visitatore che ha citofonato all’appartamento e può garantirgli l’apertura del portone e la chiamata dell’ascensore, fino al piano corrispondente. In tale impianto, infatti, per ragioni di privacy, è stato eseguito un interfacciamento con il sistema ascensori per far sì che un visitatore che abbia accesso al portone e all’ascensore non sia libero di selezionare qualunque piano del condominio, ma solo quello dell’appartamento interessato. Per quello che riguarda i posti esterni digitali – dotati di tastiera numerica e display – è stata scelta la serie Ikall e sono stati installati anche lettori di carte RFID per l’apertura dell’elettroserratura tramite un sistema di controllo accessi. I posti esterni Ikall ViP sono collegati, tramite cavo LAN, ad alcuni switch POE presenti all’interno della security room del condominio; questi, a loro volta, sono connessi al “Building Gateway” di Comelit, agganciato alla rete internet attraverso una broadband locale. Cuore dell’intero sistema, il Building Gateway, che trasferisce la chiamata dai posti esterni verso i telefoni associati e contiene le informazioni di tutti gli smartphone connessi a ogni appartamento.

Tramite un software chiamato ViP Manager, l’amministratore del condominio può gestire in autonomia gli utenti, abilitando o disabilitando, per esempio, nuovi e vecchi condomini, o sospendendo temporaneamente un utente che ha perso il telefono. «Dal punto di vista installativo – spiega Gianluca Ferretti, Responsabile Comelit per il Sud-Est asiaticol’impianto “termina” nella security room: non essendo presenti i videocitofoni negli appartamenti, infatti, non esistono cablaggi verticali che salgono ai piani e non c’è alcun dispositivo nelle montanti. Questo è un enorme vantaggio per il committente del condominio: da una parte egli risparmia parecchio in termini economici, sia per la mancanza di cablaggi verticali che per il fatto che non è necessaria manodopera ai piani e dall’altra ha un ritorno in termini di marketing, perché può promuovere il concetto di smart home». Questo intervento ha rappresentato anche un perfetto esempio di collaborazione e vendita trasversale per Comelit, dal momento che la Comelit App è stata integrata con una app di terze parti. «Il nostro staff R&D – continua Ferretti – ha interagito con quello di Habitap, una delle app più diffuse in quest’area per la gestione dei servizi condominiali: dal controllo della propria smart home e dalla prenotazione dei servizi interni, alla segnalazione di criticità, malfunzionamenti o disservizi; dalla registrazione delle targhe delle vetture all’accesso agli spazi comuni. Tramite l’app è possibile anche invitare amici e parenti, che ricevono via email un QR Code da mostrare all’entrata principale del condominio, o avere a disposizione una piattaforma di pagamento per il saldo delle spese condominiali o l’affitto di un posto auto aggiuntivo. Comelit App è stata totalmente integrata in Habitap, così da inglobare anche i servizi di videcitofonia: l’utente, per questo, può ricevere le chiamate videocitofoniche nell’ambiente della app di Habitap oppure chiamare il centralino di portineria Comelit dalla app di Habitap».

«Grazie al sistema adottato, da un punto di vista installativo si è trattato di un intervento estremamente semplice, durato solamente un paio di settimane. – commenta Ferretti – Non essendoci né montante né videocitofoni negli appartamenti, l’intervento ha riguardato esclusivamente l’installazione dei posti esterni nelle lobby e del quadro elettrico nel Management Office, ed è proprio questo il vantaggio della soluzione proposta da Comelit attraverso l’app: è stato sufficiente, infatti, organizzare un incontro con il personale del complesso per illustrare il software di gestione delle app e per il resto, per quello che riguarda l’installazione dell’applicazione negli smartphone, ogni utente è stato autonomo».


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